PER UN COORDINAMENTO DEI LAVORATORI
DELLA CULTURA IN LOTTA

All’interno del panorama mondiale, il territorio lagunare si inserisce in un contesto di grave crisi produttiva che, memore di altri momenti della sua storia, si riflette nei suoi ambiti sociali, politici ed economici dando luogo a profondi mutamenti di rappresentanza e d’immagine. Venezia appare, dunque, da un lato come la capitale mondiale della cultura grazie alla “valorizzazione” di riscoperti luoghi espositivi, mostre, musei, centri permanenti di studio e appuntamenti culturali di risonanza mondiale, da un altro come un “involucro” ormai solamente testimone del suo glorioso passato e preda di speculazioni maggiormente riflesse nell’ambito commerciale e turistico-ricettivo. Una città che svende i suoi più bei palazzi, privatizza i musei, precarizza la “sua” Biennale, si allontana gradualmente dal suo ruolo di custode del sapere nell’Università e che quotidianamente non smette di lanciare al mondo il messaggio di una sofferenza legata alle molteplici vetrine di sfruttamento che vivono coloro che ancora vi lavorano.
I lavoratori, precari e non, del settore dei servizi culturali, logistico-ricettivi, fieristici, del terziario espositivo, dell’assistenza didattica museale, del comparto universitario e dell’intero indotto di custodia di sedi e luoghi legati al vasto panorama di mostre e affini, esprimono la necessità di strutturarsi organizzativamente in un coordinamento in cui convogliare ed unire con maggior precisione e chiarezza tutta una serie di posizioni, iniziative e analisi comuni, allo scopo di costruire percorsi di solidarietà attiva e di reale mobilitazione generale.
I lavoratori di tale settore, auspicando una necessaria unità d’azione con altre realtà di lotta e un più ampio confronto con organismi aventi analoghi interessi, denotano ed individuano alcuni elementi caratterizzanti tale strumento definito “Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta” che, alla luce delle esperienze passate, illustrano qui di seguito:
- Il Coordinamento ritiene di dover contrastare qualsiasi forma di esternalizzazione dei diversi servizi un tempo offerti in seno agli enti committenti pubblici ed in cui, nella maggior parte dei casi, vige oramai la regola del massimo ribasso economico nella gestione degli appalti con grave danno per lavoratori ed utenti.
- La regola democratica di rappresentanza vincolata al voto dei lavoratori, in ogni istanza, risulta essere la principale forma di strutturazione di tale strumento organizzativo e tale meccanismo deve essere incentrato sulla reale partecipazione di tutti quegli elementi attivi che intendono farne parte, negando la formazione di Forum o assemblee “virtuali” del tutto impersonali ed inattive sul
reale piano pratico-produttivo e metodologico d’azione.
- Sul piano generale, alla luce delle diverse esperienze passate con le recenti amministrazioni comunali, il coordinamento ritiene che da parte di qualunque schieramento politico non vi siano grosse differenze d’impostazione risolutiva dei vari problemi in essere dei diversi lavoratori e non considera alcuna Giunta “amica” dei lavoratori a seconda del “colore” politico di appartenenza.
-Il Coordinamento ritiene, come parte fondante del suo lavoro di analisi, di scambio informativo di lotte e di idee, la centralità del lavoro sotto qualsiasi forma si presenti nell’ambito della questione produttiva dei servizi e non nega, a maggior ragione, forme di collaborazione ed informazione con le diverse sigle sindacali presenti ed operanti sul territorio veneziano nella difesa intransigente delle tematiche ad essa riconducibile.
- Nell’ambito della prospettiva dell’unità dei lavoratori di ogni settore, si definiscono prioritari per il coordinamento, interessi, norme e condizioni di questo spaccato di classe lavoratrice al di là di ogni vincolo di bilancio di gestione appartenente ad enti pubblici, cooperative o imprese private.
- Il vincolo di appartenenza al Coordinamento non preclude l’appartenenza a qualsivoglia organismo politico laddove, auspicabilmente, si condividano in modo realmente conseguente le impostazioni sopraelencate.
Dando modo di risolvere alcuni aspetti pratici legati alla diffusione della nascita di questo nuovo strumento di lotta è formalizzato il Comitato Promotore composto da lavoratori presenti, anche come rappresentanti sindacali, nelle diverse realtà lavorative in città e di cui si rendono noti i nominativi in calce al documento.
Il Coordinamento si ritiene un organismo in crescita e propone di “aprirsi” e costruirsi anche e soprattutto con tutti quei lavoratori privi di tutela sindacale e inseriti in dimensioni precarie e poco stabili.


Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta

 

Cristiano Ceroni: servizio esternalizzato portinerie Università di Ca’ Foscari
Nicola D’Alessio: tecnico teatrale Centro Culturale Candiani
Francesco Mancinelli: servizio esternalizzato portinerie Università di Ca’ Foscari
Roberto Scuttari: servizio esternalizzato portinerie Università di Ca’ Foscari
Michela Masconale: isc.ta SLC CGIL Cinema Comunali Venezia
Davide Calenda: tecnico regia Centro Culturale Candiani
Luca Tonicello: isc.to FILCAMS CGIL stagionali Biennale
Roberto Bianco: RSA FILCAMS CGIL Musei Civici