LE ISTITUZIONI SI PRENDANO LE PROPRIE RESPONSABILITÀ!

Pubblichiamo il volantino distribuito il 14 ottobre 2010 davanti all'Università Ca' Foscari di Venezia.

diciamo noI lavoratori ex Biblos delle portinerie di Ca’ Foscari manifestano all’opinione pubblica la mancata ottemperanza di tre ordinanze del Tribunale del Lavoro di Venezia che stabiliscono il  loro reintegro presso il cantiere dell’Ateneo e denunciano il vile tentativo di trasferirli in massa, dopo soli due giorni di rimessa in servizio, in località fuori regione secondo l’arbitrio aziendale dell’ATI Prodest – Guerriero di Milano.

Il mancato rispetto delle regole si sta abbattendo pesantemente sui lavoratori esternalizzati e sulle loro famiglie perché non in grado di sostentarsi e di provvedere ai bisogni dei familiari.

Il sussidio di disoccupazione è finito da mesi e le lungaggini giudiziarie rischiano di danneggiare irreversibilmente le vite di queste persone.

L’atteggiamento arrogante di Guerriero Prodest si palesa con la tipologia del lavoro discontinuo e impostando turni di lavoro di 12 ore e più al giorno, senza che siano garantiti i dovuti turni di riposo settimanali né, tanto meno, la corresponsione del tempo impiegato per raggiungere il sito di lavoro durante gli avvicendamenti di postazione quotidiani per ragioni di servizio.

LO SCHIAVISMO VA COMBATTUTO IN MODO CHIARO E INEQUIVOCABILE!

La situazione è grave, i lavoratori lo denunciano da tempo e l’immobilismo delle istituzioni: Provincia, Regione, Comune e Prefettura capaci solo di prospettare dei “sacrifici” agli operatori del front office, diversamente da quanto ordinato dai giudici del Lavoro è segnale preoccupante di un allineamento istituzionale con l’assalto intollerabile di una azienda che si sente aldilà delle leggi.

 

  • DI QUALI “APPOGGI” SI AVVALE GUERRIERO – PRODEST?
  • PERCHÉ QUESTA DITTA DEVE RIMANERE IN CITTÀ?
  • COME MAI I FANTOMATICI “TAVOLI MEDIALI” NON HANNO PRODOTTO IL BLOCCO DEL TRASFERIMENTO DI MASSA FUORI REGIONE?

L’Università Ca’ Foscari, intanto, dopo aver condotto in maniera cialtronesca la gara d’appalto si nasconde su posizioni inammissibili per un ente pubblico, non ha ancora risolto il contratto con l’ATI, e di motivi per farlo ce ne sono a volontà, un contratto – si scriveva –  che sta portando solamente tensione sociale, sofferenza e promuove sfiducia nei confronti del settore culturale e formativo.

I lavoratori sono a chiedere il pieno rispetto delle ordinanze, condizioni di lavoro che non lascino spazio a decurtazioni salariali, a turni lavorativi massacranti e a vessazioni da parte del padrone di turno. Esigono l’allontanamento dell’ATI Prodest – Guerriero per la condotta inqualificabile tenuta sino ad ora, il ripristino delle condizioni pre-assegnazione d’appalto e l’ampliamento dello stesso per assicurare la completa occupazione a tutti gli operatori.

Va anteposta immediatamente la salvaguardia della dignità dei lavoratori rispetto alla bieca logica delle gare al massimo ribasso!

Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta simbolo coordinamento