TIC TAC, TIC TAC… E GLI EX LAVORATORI SONO ALLA FAME!!!

tic_tacSono passati ben 11 mesi da quando l’A.T.I. Prodest – Guerriero di Milano, aggiudicataria per il servizio di front office presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, non ottemperando all’art. 4 del CCNL multi service ha lasciato a casa 39 lavoratori a tempo indeterminato per sostituirli con una ventina di nuovi addetti assoggettati a condizioni lavorative non previste dal contratto di settore con l’introduzione dell’orario discontinuo.

Da allora non sono bastate 4 ordinanze del Tribunale del Lavoro (tutte a favore degli ex dipendenti Biblos indebitamente esclusi) per ricondurre alla legalità il consorzio milanese.

I 39 ex portinai di Ca’ Foscari e le loro famiglie hanno per tanto bisogno di risposte concrete, efficaci, ma soprattutto veloci da parte delle istituzioni che ne salvaguardino la sussistenza e la dignità.

Malgrado 5 tavoli mediali, infatti, che hanno coinvolto: Prefettura, Provincia, Comune, Lavoratori e Consortile siamo ancora a un nulla di fatto. L’A.T.I. Prodest – Guerriero si è sempre ritirata dalle trattative per cercare di uscirne indenne e con le tasche piene di denaro dimostrando che le regole, anche quando suffragate dal diritto, sono aggirabili a piacere.

È ORA DI FINIRLA CON GLI “INDUGI”!

 

  • Ca’ Foscari deve rescindere immediatamente il contratto con la consortile milanese (come per altro richiesto sin dall’inizio dagli ex operatori) onde garantire il rispetto delle ordinanze nonché il capitolato di gara redatto dall’Università stessa. L’art. 7 prevede che la ditta aggiudicataria rispetti il CCNL di riferimento pena il decadimento del rapporto ente – appaltatore.
  • Ca’ Foscari deve far tutto ciò in tempi brevissimi poiché gli ex lavoratori Biblos non sono più in grado di far fronte alle spese di affitto, alle bollette, al mantenimento dei figli, alle spese mediche e quant’altro. Il sussidio di disoccupazione, lo ricordiamo ancora una volta, è finito ad agosto.

La corsa al presunto risparmio degli enti pubblici, tra i quali L’Università, attraverso l’indizione di gare d’appalto al massimo ribasso condotte colpevolmente in modo sbrigativo costringe i lavoratori a salari da fame e a condizioni di lavoro schiavili. Il consorzio milanese, pienamente calato in questa logica, sta imponendo agli attuali dipendenti prestanti servizio nell’Ateneo veneziano una situazione lavorativa inaccettabile.

  • Le istituzioni devono dunque attivarsi concretamente per non lasciare alla fame i 39 ricorrenti  ancora in attesa di una soluzione al loro dramma sociale e respingere chiunque interpreti furbescamente, perché appoggiato politicamente, le ordinanze della Pretura del Lavoro.

È proprio in questi frangenti che la collettività può verificare se le istituzioni sono a difesa della qualità della vita dei cittadini, oppure se diventano ostaggio di logiche lobbistiche.

Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta simbolo coordinamento