A Venezia il giudice dispone il reintegro per 39 dipendenti

Fonte: Orsola Casagrande - il manifesto | 26 Agosto 2010

CA' FOSCARI Cambio d'appalto alla portineria della facoltà, i lavoratori protestano e la magistratura dà loro ragione

VENEZIA. I 39 lavoratori addetti alle portinerie di Ca' Foscari vanno reintegrati. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Venezia, dando così ragione alle lotte dei lavoratori che erano rimasti a casa dopo il nuovo appalto del servizio a due cooperative. Una decisione che arriva dopo cinque mesi dall'ordinanza con cui si chiedeva alle nuove cooperative di assumere i lavoratori. Appello caduto nel vuoto.
Nella sentenza il giudice dispone che le cooperative «diano attuazione all'ordine di assunzione del 10 marzo scorso, facendo loro svolgere mansioni corrispondenti al livello e agli orari di lavoro che gli stessi avevano in precedenza sino al 30 novembre 2009 nel medesimo appalto, corrispondendo loro le retribuzioni indicate e facendo loro esercitare ogni diritto anche sindacale». «L'ultimo capitolo di questa storia - racconta Francesco, un lavoratore - inizia ad aprile 2008 con la nuova gara d'appalto a cui partecipano una decina di ditte. Le prime due vengono estromesse per eccesso di ribasso». La seconda estromessa, il consorzio Ati (Mafinco e Stella Polare), però presenta delle controdeduzioni che convincono Ca' Foscari che infatti decide di affidare al consorzio l'incarico. Ma il consorzio vorrebbe riscrivere il contratto dei dipendenti al ribasso e dopo una pesante controversia con i lavoratori e i sindacati è la stessa università ad estromettere il consorzio per gravi inadempienze. «A questo punto - raccontano i lavoratori - Ca' Foscari contatta la cooperativa universitaria Biblos di Pescara, la prima delle regolari». Ma le cose si complicano.
«L'altra Ati (Prodest e Il Guerriero) estromessa per via del ribasso, fa a sua volta ricorso al Tar - dice Francesco - insospettiva dalla scelta dell'università di accettare le controdeduzioni dell'altra estromessa». Che succede? Il Tar boccia il ricorso di Prodest che allora si rivolge al consiglio di stato, che dà ragione a Prodest sostenendo che i lavoratori stanziati presso le varie portinerie svolgono una prestazione lavorativa discontinua. Un falso clamoroso, secondo i lavoratori: «Il nostro lavoro va ben oltre la semplice guardiania degli accessi. Dobbiamo predisporre le attrezzature multimediali e fare assistenza ai docenti, consegnare posta all'esterno della struttura, controllare inserimento e disinserimento degli allarmi anti intrusione, e così via». Prodest, diventata così la vincitrice dell'appalto, fa sapere di voler mettere mano al contratto. Come? «Ci viene comunicato - racconta Francesco - che si vorrebbero spalmare le 40 ore settimanali di un operatore con tipologia continua alle 45 di una discontinua, mantenendo inalterata la retribuzione». I lavoratori non accettano il nuovo contratto e anzi chiedono ai sindacati di sostenerli nella loro protesta.
Il Guerriero scarl e Prodest società cooperativa srl non rispettano l'ordinanza e i lavoratori continuano con le occupazioni dell'ateneo e del consiglio comunale di Venezia.

Venezia come Melfi: il giudice reintegra 39 lavoratori di Ca' Foscari

La Nuova di Venezia, 25 agosto 2010

di Alberto Vitucci
protesta a Ca' Foscari Il giudice del lavoro della città lagunare ha disposto il reintegro degli addetti alle portinerie dell'Università rimasti senza occupazione dopo il nuovo appalto per il servizio, affidato a due cooperative. La decisione arriva cinque mesi dopo l'ordinanza che aveva invitato senza successo le cooperative ad assumere i lavoratori

Il giudice del lavoro reintegra i 39 lavoratori di Ca' Foscari rimasti senza occupazione dopo il nuovo appalto per le portinerie affidato alle cooperative «Il Guerriero scarl» e Prodest società cooperativa srl. Una sentenza molto importante, quella firmata dal giudice Margherita Bortolaso, depositata nei giorni scorsi nella cancelleria del Tribunale.
La decisione del magistrato pone fine a mesi di polemiche e di tensioni, e dà ragione ai 39 lavoratori impegnati da mesi nella loro battaglia per il posto di lavoro.
Nella sentenza il giudice dispone che le cooperative «diano attuazione all'ordine di assunzione del 10 marzo scorso iscrivendo i lavoratori a libro unico, facendo loro svolgere mansioni corrispondenti al livello e agli orari di lavoro che gli stessi avevano in precedenza sino al 30 novembre 2009 nel medesimo appalto, corrispondendo loro le retribuzioni indicate e facendo loro esercitare ogni diritto anche sindacale».
Una parola chiara e a questo punto una strada obbligata per l'Università e per il rettore Carlo Carraro. Non ci sono più incertezze, e la decisione dovrà essere presa in tempi molto brevi come previsto dalla sentenza. Qualche giorno fa i sindacati dell'Ateneo Filcams Cgil e Uil avevano denunciato il perdurare delle violazioni da parte delle cooperative.
«Bisogna far rispettare l'ordine del giudice», scrivevano Monica Zambon e Daniele Zennaro, «in caso contrario chiediamo al rettore di rescindere il contratto d'appalto con le cooperative per il mancato rispetto del regolamento dell'Ateneo e delle normative vigenti».
I sindacati avevano anche minacciato una denuncia al'Imps, riservandosi di valutare anche la «responsabilità del committente», dunque dell'Università. Adesso la svolta. E una piccola vittoria per il Comune. Il Capo di Gabinetto Romano Morra ha seguito la vicenda dopo la protesta dei lavoratori che nel giugno scorso avevano occupato il Consiglio comunale e in seguito l'aula della Provincia. «Siamo soddisfatti che quella vicenda sia andata a buon fine», commenta, «adesso bisogna reintegrare queste persone».
La sentenza del giudice arriva cinque mesi dopo l'ordinanza che aveva invitato senza successo le cooperative ad assumere i 40 giovani. L'offerta avanzata dal datore di lavoro ai dipendenti - l'assunzione in altra sede e con altri orari - è stata giudicata adesso improponibile. I dipendenti hanno diritto a essere «reintegrati» nella stessa sede e con lo stesso livello di stipendio. Adesso la parola passa all'Università e alle cooperative che dovranno assumere i 39.

Accordo Biennale per gli stagionali

La Nuova di Venezia, 4 agosto 2010

VENEZIA. Soddisfazione per l’accordo siglato tra la Biennale e le organizzazioni sindacali in merito ai lavoratori stagionali che verranno impiegati dalla Fondazione durante i prossimi appuntamenti culturali.  A esprimerla è il delegato del sindaco alle Politiche del Lavoro, Sebastiano Bonzio, che dice: «Si tratta di un risultato che è stato raggiunto grazie al contributo dato dai lavoratori, all’atteggiamento di disponibilità della Biennale e delle organizzazioni sindacali nel trovare rapidamente una soluzione concretamente praticabile», ha commentato soddisfatto Bonzio.