LAVORATORI ACCAMPATI A CA' FOSCARI

Il Gazzettino, 11 maggio 2010


Attrezzati nove del mattino con brandine e vivande, hanno occupato il secondo piano di Ca’ Foscari davanti all'ufficio del rettore con l'intenzione di restarci tutta la notte. Poi, nel pomeriggio, la decisione congiunta di chiedere un incontro urgente al Prefetto ha sciolto al momento la tensione e rinviato la mobilitazione.
Ma la vicenda giudiziaria delle portinerie di Ca’ Foscari, gestite in appalto dalla ditta Guerriero Prodest, non sembra avere fine. I 42 lavoratori, estromessi dall'appalto, hanno vinto contro l'impresa la causa per il reintegro sul posto di lavoro (anche in sede di reclamo, presso il Tribunale del Lavoro di Venezia) ma l'impresa per tutta risposta ha proposto loro - riservandosi il ricorso in appello - di riassumerli a Milano «nell'impossibilità di inserirli nell'appalto dell'ateneo lagunare». È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri mattina, una trentina di questi lavoratori (alcuni di loro hanno oltre dieci anni di servizio nelle portinerie di Cà Foscari) ha occupato il rettorato annunciando la volontà di rimanerci ad oltranza. L'ateneo ha allertato la Digos che è intervenuta anche per tentare una mediazione; l'accordo viene raggiunto, insieme al rettore Carlo Carraro, nel pomeriggio: un tavolo urgente fra le parti, estendendo l'invito al sindaco della città Giorgio Orsoni e alla presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, per arrivare ad un punto d'incontro. Dal canto suo l'ateneo, che sul piano giuridico non è coinvolto nella vicenda, ribadisce di voler fare tutto ciò che è possibile per cercare di evitare il peggio ai lavoratori. E intanto ai propri diritti stanno cominciando a pensare anche coloro che in questi mesi li hanno sostituiti, assunti dall'impresa.
Paola Vescovi