CA' FOSCARI - LAVORATORI INTERROMPONO IL SENATO

Il Corriere del Veneto, 14 maggio 2010

"Due dispositivi del tribunale a favore e noi siamo ancora a casa". Striscioni a tappezzare l'entrata di Ca' Foscari e Senato Accademicointerrotto nel terzo giorno di protesta non-stop dei lavoratori dell'Ati Il Guerriero e Prodest che sono tornati in piazza per il mancato rispetto delle sentenze del Tribunale del lavoro. Erano una trentina anche ieri, con tanto di bandiere e striscioni sotto le finestre del rettorato per chiedere una presa di posizione chiara da parte dell'università. "Le sentenze del Tribunale sono due e prevedono l'immediata riassunzione, i tempi sono maturi perchè Ca' Foscari prenda una posizione chiara - ha spiegato Monica Zambon, della Cgil - nonostante le sentenze, infatti, Ati non ha ottemperato la richiesta di reintegro, i lavoratori sono a casa e a fine mese finiscono i soldi di cassa integrazione". E così i portinai ieri hanno portato gli striscioni fin dentro in Senato dove hanno esposto le paure al rettore. "Il rettore ci ha comunicato che il prefetto non ci convocherà - spiega Daniele Zennaro, della Uil - speriamo che almeno il il sindaco ci riceva, altrimenti lunedì prossimo entreremo costi quel che costi in consiglio comunale". "La rescissione del contratto con l'azienda che i lavoratori chiedono a Ca' Foscari è una scelta pericolosa per entrambe le parti - dice però il portavoce del rettore - se Ca' Foscari bandisse una nuova gara e a vincere fosse una terza ditta i lavoratori non verrebbero ugualmente riassunti".