LA LOTTA DELLE LAVORATRICI DI CA' FOSCARI E' UNA BATTAGLIA CHE RIGUARDA ANCHE TUTTI NOI

Il Gazzettino, 21 maggio 2010

Come assessora alla Cittadinanza delle Donne, esprimo seria preoccupazione per la situazione in cui si trovano le quaranta lavoratrici delle portinerie di Ca' Foscari, a casa dallo scorso dicembre.
Il loro contratto, nonostante in merito si sia già espressa la sezione Lavoro del Tribunale, non è stato rinnovato insieme a quello di altri tredici colleghi. Stiamo parlando di donne e uomini, che da oltre cinque mesi sono senza lavoro.
La riorganizzazione non può mettere in ginocchio cinquantatrè famiglie. Auspico sinceramente che quest'empasse trovi una veloce ed adeguata soluzione. La crisi economica non può diventare il lasciapassare per attuare tagli indiscriminati.
Dietro quaranta donne senza lavoro ci sono infatti altrettante famiglie in difficoltà e questo non può essere un dettaglio trascurabile.
Come donne oltre che come lavoratrici stiamo assistendo ogni giorno allo sfilacciamento di quei diritti che fino a ieri ci sembravano acquisiti, le pari opportunità spesso sono tali solo sulla carta ed il mondo del lavoro si dimostra ogni giorno più fragile.
Le nostre figlie oltre a  faticare per programmarsi l'esistenza devono lottare per venire valutate sulla base delle loro capacità. Come donne dobbiamo mantenere una soglia d'attenzione molto alta per evitare di venire travolte e ritrovarci di nuovo isolate.
E' per questo che la lotta delle quaranta lavoratrici delle portinerie di Ca' Foscari non può essere una battaglia solo loro. La forza di un'azione è anche nella sua condivisione.
Invito tutte le donne, anche quelle che in questo momento non stanno affrontando problemi sul lavoro ad esprimere preoccupazione e solidarietà, a lanciare un segnale che rompa il silenzio, che distrugga l'abitudine all'abituarsi a tutto.
Tiziana Agostini, assessora alla Cittadinanza delle Donne