CA' FARSETTI Il centrodestra: "Bisognava coinvolgere il Sindaco, è vicepresidente dell'ente"
GLI STAGIONALI DELLA BIENNALE DIVIDONO IL CONSIGLIO

Il Gazzettino, 6 Luglio 2010

Gli "ordini del giorno" votati dal consiglio comunale non sono documenti vincolanti. Se poi si usano verbi blandi, rischiano ancor più di perdere mordente.È il caso dell’ordine del giorno votato ieri pomeriggio (e non senza fatica: sono servite quasi tre ore) dal consiglio comunale di Venezia a sostegno della vertenza dei lavoratori stagionali della Biennale. La situazione è questa: alla precedente Biennale di Architettura, nel 2008, avevano lavorato 87 stagionali; quest’anno l’organico massimo sarà di 54 persone. Tra l’altro per un periodo ridotto: «Non potremo neanche accedere all’indennità di disoccupazione, una cifra minima con la quale si cerca di sopravvivere», ha denunciato in aula Gabriella Mattiazzi, rappresentante della Rsa Filcams. Che ha pure tuonato: «Il Comune dovrebbe controllare dove finiscono i soldi. Parlano di tagli? E allora i tagli li facciano sugli stipendi dei dirigenti. E sui rinfreschi che la Biennale offre a dritta e a manca». Così si è arrivati al documento partorito dal centrosinistra (primo firmatario Sebastiano Bonzio, ma si è associato anche Marco Gavagnin del Movimento 5 Stelle) con il quale il consiglio comunale "invita" il sindaco "ad un tempestivo ed autorevole intervento" al fine di ripristinare "i livelli occupazionali della precedente edizione della Biennale di Architettura". "Invitare" il sindaco - ha subito rimarcato Cesare Campa (Pdl) - è troppo poco: il documento doveva "impegnare" il sindaco ad attivarsi, dal momento che il sindaco (ieri assente per ferie) è anche vicepresidente della Biennale e dunque qualche parola in capitolo ce l’ha. Inutili i tentativi (soprattutto dell’Udc) per arrivare a un documento unitario, visto che si parla di lavoro e di gente che rischia di restare a casa: il centrodestra voleva togliere i riferimenti ai tagli dei trasferimenti statali, il centrosinistra non intendeva mollare sui livelli occupazionali e nemmeno sulla qualità dei servizi. Risultato: il documento è stato votato a maggioranza, il centrodestra si è astenuto. I lavoratori stagionali presenti a Ca’ Farsetti hanno applaudito il centrosinistra per l’iniziativa e più di una volta fischiato il centrodestra.
Ma il problema non è risolto. Anche perché, come recita lo stesso ordine del giorno, "la direzione della Fondazione Biennale sarebbe arrivata anche a prospettare, in caso di mancato accordo entro questa settimana, il ricorso ad altre soluzioni che non garantirebbero la riassunzione dei lavoratori storici". E per tutta questa settimana il sindaco sarà assente da Venezia: "invitato" dal consiglio comunale ad attivarsi, Orsoni dovrà attaccarsi al telefono per premere sulla Biennale. (al.va.)