La scure della Biennale sugli stagionali

La Nuova di Venezia, 19 luglio 2010

Si inasprisce la vertenza tra la Biennale e la Cgil - che in un primo momento, con Cisl e Uil aveva firmato l’accordo e poi l’ha sconfessato per le proteste dei”precari” - per i lavoratori stagionali assunti per la prossima edizione della Biennale Architettura, che sono stati fortemente tagliati, cone fa presente anche un ordine del giorno presentato al Consiglio provinciale dalla Consigliera Elisabetta Populin del Pd e firmato anche da un altra decina di consiglieri di opposizione.  «L’allestimento - ricorda l’ordine del giorno, che chiede l’intervento del presidente della Provincia francesca Zaccariotto - solitamente partiva il 15 luglio e il personale ammontava a 87 unità complessive e ora, per l’edizione 2010, si propone di posticipare al 12 agosto la data di assunzione dei lavoratori, per un organico massimo ridotto a 54 unità e di anticipare al 28 novembre la conclusione del loro rapporto di lavoro. La direzione della Fondazione sarebbe arrivata, in caso di mancato accordo entro tempi brevi, anche a prospettare il ricorso ad altre soluzioni che non garantirebbero la riassunzione dei lavoratori storici».  Da parte sua la Cgil, su mandato dell’assemblea dei lavoratori stagionali della Biennale, la Cgil chiama in causa il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, entrato im Consiglio della Biennale al posto di Franco Miracco e chiede un tavolo permanente con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni «per arrivare ad un accordo che consenta di non ricominciare ogni anno dal punto di partenza».  Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione della Fondazione, ma le posizioni si sono rivelate molto distanti.