CA' FOSCARI: LE NUOVE COOPERATIVE HANNO SOSTITUITO IL PERSONALE DELL'ATENEO

Il Gazzettino, 2 Dicembre 2009


Molte aule sono rimaste chiuse perché non si trovavano le chiavi, vari centralini sono andati in tilt, per non parlare degli allarmi partiti a vuoto. Mandati allo sbaraglio, senza alcuna formazione, i nuovi addetti alle portinerie di Ca’ Foscari si sono trovati
ieri in seria difficoltà. Oltrettutto mentre fuori dalla porta stazionavano gli ex addetti - gente spesso con 10, anche 15 anni di servizio a Ca’ Foscari alle spalle - che le nuove cooperative non hanno però assunto.
Così il bubbone dell’appalto per i servizi di portineria di Ca’ Foscari, alla fine, è scoppiato in tutta la sua gravità. Appalto travagliato che il nuovo rettore, Carlo Carraro, aveva ereditato e per cui, all’atto dell’insediamento, aveva istituito pure una commissione di esperti con il compito di trovare una mediazione tra cooperative (Guerriero e Prodest, di Milano) e lavoratori. Motivo del contendere la formula del "lavoro discontinuo", con cui le nuove coop hanno abbassato ulteriormente il costo del lavoro: 45 ore di lavoro pagate come 40. Inizialmente i 53 lavoratori del precedente appalto - che il capitolato prevedeva fossero assunti dalle nuove coop, come sempre avviene in questi casi - si erano rifiutati di accettare simili condizioni, con l’appoggio dei sindacati. Fino alla fine della settimana scorsa, quando fallita anche la mediazione di Ca’ Foscari, avevano tutti deciso di accettare le offerte di Guerriero e Prodest. Peccato che queste, nel frattempo, avessero assunto altri lavoratori che ieri si sono presentati regolarmente al lavoro, ma senza uno straccio di preparazione. Di qui i disservizi di cui si è già detto, un po’ in tutte le sedi universitarie: da Ca’ Foscari, a San Basilio, a San Giobbe. E qui si sono dati appuntamento anche i 53 ex addetti, per il momento tagliati fuori, ma decisi a dar battaglia con il sindacato. Ieri hanno ottenuto un primo incontro con il rettore, a tratti teso e alla fine aggiornato ad oggi. «A questo punto presenteremo un ricorso d’urgenza - riferisce Daniele Zennaro, della Uil - non si possono mettere in discussione diritti storici. Ma chiediamo anche all’università di fare la sua parte revocando l’appalto». «Siamo di fronte ad un’intollerabile stortura contrattuale - aggiunge Enrico Pellegrini, della Cgil - che creerebbe uno sciagurato precedente. Se passa a Ca’ Foscari, rischia di estendersi a tutti gli appalti: dai musei civici, alla Biennale, al settore delle pulizie».