UNIVERSITA' PARALIZZATA PER L'INTERA MATTINATA


Il Gazzettino, 20 Gennaio 2010

lavoratori davanti a Cà FoscariTutti fuori da Ca’ Foscari
Il cancello è incatenato
Nella notte ignoti hanno bloccato l’ingresso con grosse catene.
Lavoratori delle portinerie in agitazione: «Da due mesi a casa»

Paralizzata per l’intera mattinata di ieri, la sede principale dell’università di Ca’ Foscari. Delle grosse catene sono state infatti legate ai cancelli del palazzo durante la notte, al momento non è noto l’autore del gesto. Più chiari i motivi che hanno portato alla blindatura della sede. A spiegarli, diversi striscioni posizionati lungo il muro di cinta dell’ateneo e gli oltre 50 lavoratori delle portinerie di Cà Foscari. Quest’ultimi hanno inscenato una protesta nei confronti dei vertici dell’università, «colpevoli - a loro dire - di non aver mantenuto le promesse fatte prima di Natale, in merito alla vertenza contrattuale che li vede coinvolti». «Le catene non le abbiamo messe noi, le abbiamo trovate qui questa mattina quando siamo arrivati – spiega Francesco, lavoratore delle portinerie dell’università – Certo non possiamo dirci contrari al gesto. Sono quasi due mesi che 53 ex lavoratori sono a casa senza stipendio. Dal 1 dicembre. Una sentenza del Consiglio di Stato ci ha di fatto messi in mezzo alla strada, dando ragione alla ditta Guerriero Predest, che ha vinto l’appalto per le portinerie».
«Secondo contratto avremmo dovuto essere assorbiti dal vincitore della gara, così non è stato. Dicono che abbiamo firmato tardi e che dunque ora siamo fuori. Non è così, tant’è che siamo andati in causa». «Domani ci sarà la sentenza del Tribunale del lavoro. Avremmo voluto una presa di posizione netta da parte del Rettore. Solidarietà nei nostri confronti. Il 22 dicembre ci aveva promesso che avrebbe rescisso il contratto con la ditta vincitrice, visto che non eravamo stati assunti come previsto. Si è rimangiato tutto ed oggi siamo qui a protestare. Sottolineo - conclude il lavoratore – che oltre alla mancata solidarietà da parte del Rettore, non percepiamo, se non in rari casi, alcuna solidarietà da parte dei nostri colleghi. Persone che a differenza nostra, sono assunte con contratto statale. Colleghi che percepiscono ben 300 euro in più al mese in più rispetto a noi, pur facendo lo stesso nostro lavoro. Noi, per 40 ore settimanali, che poi di fatto diventano 45, prendiamo 600 euro al mese. Una vergogna». L’Università Ca’ Foscari di Venezia, fa sapere che non considera l’iniziativa intrapresa oggi da alcuni dipendenti della ditta Byblos come un atto ostile nei confronti dell’Ateneo ma come un gesto, discutibile nella forma ma frutto della comprensibile apprensione dei lavoratori, volto a richiamare l’attenzione della cittadinanza. L’amministrazione auspica che il problema delle portinerie trovi rapida soluzione e rimane in rispettosa attesa delle imminenti decisioni del giudice del lavoro.

Davide Calimani