BETTER WORK, BETTER LIFE?

All'attenzione degli organi d'informazione
Venezia, 3 Giugno 2009

La 53esima Esposizione d'Arte della Biennale di Venezia sta aprendo i battenti e come ogni anno si trova sotto i riflettori della stampa nazionale e internazionale, ma dietro al luccicchio di opere d'arte, performance e installazioni si nasconde un mondo di precarietà lavorativa da pochi conosciuto.
Questa nostra lettera denuncia ai mezzi d'informazione e alla cittadinanza tutta la realtà lavorativa degli stagionali di Biennale, quest'anno divenuti "somministrati" poiché assunti tramite l'Agenzia Adecco. Riportiamo dal sito dell'Agenzia: "Adecco è il gruppo n. 1 in Italia nella gestione delle risorse umane. Attraverso 480 filiali distribuite su tutto il territorio nazionale, Adecco rappresenta la rete più estesa e capillare di agenzie dedicate al mondo del lavoro."
L'edizione 2009 della Biennale apre la campagna di assunzione dei lavoratori addetti alla guardiania e simili mansioni attraverso l'invito "obbligatorio" dell'Agenzia Adecco a frequentare dei corsi di formazione della durata di 80 ore; corsi non retribuiti ma indispensabili per la futura assunzione, che viene promessa come riscatto alle due settimane di partecipazione gratuita a queste prestigiose lezioni di Biennale. Ma alla fine di questo ciclo formativo molte persone si sono ritrovate con un contratto "prendere o lasciare" della durata di 4 giorni e altre ancora con il solo benservito dell'Adecco, che ha disatteso in entrambi i casi la prospettiva
paventata prima dei corsi di un lavoro regolare per alcuni mesi.
Riteniamo tale atteggiamento assolutamente scorretto, soprattutto nei confronti di coloro che in totale buona fede hanno impiegato il loro tempo illusi dalla promessa di un impiego regolare e ci chiediamo quale sia la relazione che soggiace tra l'ente bilaterale organizzatore dei corsi, Forma Temp, e l'Agenzia di lavoro interinale.
A testimonianza di tutto ciò, proprio in questi giorni il Gazzettino ha riportato la protesta di un giovane gabbato da questo meccanismo dei corsi:
"Dopo un colloquio di gruppo presso un'agenzia del lavoro temporaneo siamo stati contattati per effettuare un corso obbligatorio di 80 ore (finanziato da Forma temp) con la promessa di un lavoro di almeno 4-5 mesi e con un determinato orario (6 ore al giorno).
Durante il corso sentivamo che qualcosa non funzionava. Facendola breve, domani firmeremo un contratto di 4 giorni (i giorni dell'inaugurazione della mostra) per poi attendere un'eventuale ulteriore chiamata, se mai arriverà.
Questo è lo specchio dell'Italia di oggi e di come con la crisi ci si possa approffitare delle persone che hanno estremo bisogno di lavorare."
Ma le amare sorprese della stagione artistica 2009 non finiscono qui: senza lavoro si sono ritrovati pure alcuni stagionali dell'anno passato, in barba all'accordo firmato da CISL, UIL e Biennale che garantisce a chi già impiegato nelle edizioni precedenti, la priorità nelle assunzioni per la successiva stagione lavorativa.
Molti di noi fanno questo lavoro ormai da anni e considerano la Biennale, soprattutto in questo periodo di crisi economica, come un punto di riferimento lavorativo per gli anni a venire.
Quest'anno purtroppo la situazione si è presentata peggiore del solito, ma il problema generale che si pone non è nuovo: nel corso degli anni siamo stati infatti sottoposti ad un continuo cambio di agenzie e di cooperative e quindi costretti a subire e affrontare tutti i conseguenti problemi contrattuali, per non parlare della anzianità di servizio e le competenze professionali che non sono mai state riconosciute.
Questa condizione di vera e propria precarietà fa si che ogni anno dobbiamo ricominciare da capo, prima con l'angosciosa attesa di essere riconfermati per la nuova stagione, e dopo nella estenuante difesa dei pochi diritti acquisiti e nella speranza di una piena regolarizzazione della sfera lavorativa.
Speriamo che questa spiacevole occasione possa essere di stimolo per aprire una discussione seria con Biennale, in vista di una futura regolamentazione e auspicabile stabilizzazione del personale stagionale che lavora ormai da anni per le Mostre di Arte e Architettura. Tutto sommato, anche noi operiamo alla riuscita di questo appuntamento artistico internazionale.

I lavoratori stagionali e precari di Biennale.