APPELLO DI SOLIDARIETA' A CA' FOSCARI

È di questi giorni la diramazione da parte dell’amministrazione universitaria di circolari che intimano i dipartimenti a segnalare i disservizi causati dallo stato di agitazione del personale outsourcing delle portinerie.
Le circolari DELATORIE e l’impiego di STUDENTI delle 150 ore, in mansioni spettanti ai dipendenti del portierato, svelano chiaramente le intenzioni dell’amministrazione d’ateneo: reprimere le legittime proteste dei lavoratori contro il terzo cambio di gestore nel giro di 18 mesi, a testimonianza dell’incapacità gestionale di Ca’ Foscari in fatto di esternalizzazioni e CONVINCERLI/COSTRINGERLI a firmare il contratto della subentrante Guerriero + Prodest di Milano che li confinerebbe in una situazione lavorativa di puro sfruttamento.
A tale riguardo i lavoratori invitano CA’ FOSCARI a non trincerarsi dietro logiche che vedrebbero nell’obbligatorietà del rispetto della sentenza del Consiglio di Stato, pronunciatosi a favore del consorzio milanese, l’unica via possibile per la soluzione della vicenda occupazionale, bensì ad opporsi alla sua entrata con un atto di coraggio effettivo, impedendo di fatto l’estendersi di una metodologia di assalto ai pubblici appalti con ricadute pesanti su tutto il comparto cultura (Musei Civici, Biennale) e non (imprese di pulizie) della città.
I lavoratori non possono firmare un contratto che in virtù di una discontinuità del tutto teorica, aumenti il monte ore settimanali dalle attuali 40 alle inaccettabili 45, remunerate per via della occupazione discontinua alla stregua di 40 effettive. Le 5 ore eccedenti non sono delle pause operative, come vorrebbe il futuro datore di lavoro, e pertanto non retribuibili. La corretta impostazione del contratto vigente (40 ore settimanali) non identifica interruzione alcuna di prestazione d’opera, a confermarlo sono: la pronuncia dell’ispettorato del lavoro, che indica la continuità del servizio di front office, e le mansioni contigue di: smistamento della posta interna, consegna della medesima nei casellari di destinazione, allestimento dei locali adibiti a luogo di lezione, conferenza o tesi, assistenza multimediale ai docenti, controllo costante dei monitor fissi in portineria, consegna di posta verso altri enti o persone, commissioni presso la banca consorziata con l’Università, servizio d’informazione al pubblico, servizio di telefonia, controllo degli allarmi, pronta segnalazione di guasti, interventi rapidi sugli impianti multimediali che richiedano una normale conoscenza tecnica e altro, nonché la costante disponibilità per ogni evenienza.
Risulta del tutto evidente l’impossibilità del personale del portierato alla sottoscrizione di un contratto peggiorativo rispetto a quello oggi in vigore e che li porterebbe a guadagnare circa 600 euro mensili, determinando in senso negativo le condizioni già precarie di sostentamento.
Chiediamo pertanto all’amministrazione un atto di coraggio: CA’ FOSCARI non prenda in considerazione l’entrata nell’appalto di Guerriero + Prodest poiché un ente pubblico, che si vanta di promuovere la cultura, non può abdicare ai suoi stessi principi fondativi, avvallando condizioni di sfruttamento sul posto di lavoro.
La prerogativa fondamentale dell’Università non è certo quella di farsi schiacciare da strettoie legali o da facili prospettive di taglio della spesa, ma di mettere in primo piano la dignità dei dipendenti, siano interni (si veda quanto accaduto a Co.Co.Co e C.E.L.) o in outsourcing. I diritti di chi si adopera per il buon funzionamento dell’Ateneo vanno garantiti e CA’ FOSCARI ha l’obbligo morale di contrapporsi a quelle entità imprenditoriali che si propongano di trasformare, all’interno dell’ente pubblico, la forza lavoro in un personale serbatoio da cui attingere manovalanza ricattabile e assoggettabile ad ogni sopruso pur di lavorare.
Il sapere vincente non è di certo asservimento a logiche mercantili, bensì anteposizione chiara e forte per il bene comune, la salvaguardia dei diritti, la lotta per una migliore qualità della vita, la diffusione della cultura.
È per questo che chiediamo a docenti, personale tecnico amministrativo e studenti di sottoscrivere questa mozione.

Le portinerie in outsourcing di Ca’ Foscari