GIU' LE MANI DAI MUSEI CIVICI

L’appalto dei vari servizi di gestione generale dei Musei Civici, gestito dalla Fondazione musei, ha suscitato recentemente un certo interesse e non poche sono le questioni che, con una certa leggerezza di analisi, rischiano di essere strumentalizzate, nascondendo, invece, una molteplicitaà di problemi legati all’attuale delicata fase di cambiamento. Chi scrive si è sempre dichiarato contrario allo “strumento” Fondazione ed in tempi non “sospetti” dichiarava che tali passaggi di assoluta novita’ nel panorama civico-museale rappresentavano un forte abbandono del ruolo pubblico che il Comune andava perdendo e che vi si potevano trovare altre soluzioni legate alla gestione complessiva della “macchina” museale veneziana. Forze politiche che ora si dichiarano addirittura “stupite” per gli esiti odierni, individuando nei diversi bandi di gara per l’assegnazione dei vari servizi un appiglio per criticare quanto fin qui “raggiunto” dalla stessa Fondazione, non fanno altro che simulare dei tentativi per raggiungere obiettivi lontani anni luce dai loro “sentiti” proclami. Lo si capisce chiaramente; la Lega Nord, per bocca del consigliere Mazzonetto, grida, oggi, contro la Fondazione quando pero’ il 9 gennaio del 2008 (giorno in cui in consiglio si discuteva del tema) l’unica preoccupazione che aveva era quella di sapere solamente se la società Venezia Musei avesse avuto difficoltà nel mantenere il ricco appalto. Il 3 marzo 2008, giorno di delibera in consiglio comunale della suddetta Fondazione, la coerenza di Mazzonetto lo portava ad astenersi addirittura dalle operazioni di voto pur essendo presente in aula assieme a diversi lavoratori del settore. Come mai tanta avversità verso la Fondazione oggi quando in passato non appariva così interessante se non a livello di qualche leggera critica nelle diverse commissioni? E come mai si è sentita la necessità di organizzare un’assemblea sindacale a Ca' Farsetti assieme alla sigla autonoma Cisal parlando del tutto strumentalmente dei diversi problemi a cui i lavoratori dei musei (circa 300) stanno andando incontro nella drammatica fase di cambio d’appalto? Stranamente in quell’assemblea dopo che un funzionario Cisal, di soppiatto ed in modo del tutto “clandestino”, aveva partecipato ad una nostra riunione, si è arrivati a criticare aspramente i diversi documenti d’intesa sindacali da poco sottoscritti tra RSA e Fondazione stessa giudicandoli eccessivamente “leggeri”. Nessun documento d’intesa sindacale fin qui raggiunto però, e’ stato mai oggetto di critica e tantomeno di relativo interesse per i suddetti soggetti. Del resto nessun altro simile segnale legato a sensibilità analoghe è stato lanciato verso realtà molto vicine alla nostra (Università di Ca' Foscari e Biennale in primis). La verità sta altrove. Nessun consigliere della Lega in passato si è mai interessato dei nostri problemi e, a dire il vero, va ricordato che anche il nostro amato Vicesindaco Vianello ci mandò letteralmente a quel paese quando per rivendicare diritti e salario scioperammo il 10 ottobre 2008 camminando fino al ponte di Rialto in corteo e chiedendo spiegazioni sui vari palleggiamenti di responsabilità che Comune ed Imprese si rilanciavano sulle nostre rivendicazioni. Tornando al particolare interessamento verso l’appalto, a cui di recente si è aggiunta la voce di Miracco, presidente del Consiglio regionale, appare fin troppo evidente che si continui a giocare a carte coperte una partita molto delicata, dall’importanza vitale per l’interesse di tutti questi lavoratori. Miracco sbraita contro i tempi lunghi dell’appalto (sette anni) ma non si è accorto che l’attuale periodo di gestione finirà a ridosso di un arco di tempo della durata di quasi sei anni? Cosa diranno nei giorni prossimi altre figure istituzionali onde far agitare le acque in Comune e cercar speranzosamente di far traghettare tutto quanto magari nella primavera prossima con un’auspicabile (per loro) Giunta diversa? Da parte nostra possiamo dire di non avere mai avuto Giunte tanto “amiche”. Ai lavoratori è fin troppo evidente che queste operazioni nascondono forti e chiari interessi d’impresa che in ambito politico risultano essere ben sponsorizzati in completo stile bipartisan. Gli appalti sono un mondo di continue e dolorose forme di speculazioni e sfruttamento ma la volontà dei lavoratori di contrastare tali pesanti situazioni che sempre permangono nei musei è l’unica strada possibile per difendere salari e condizioni di lavoro. Questo si è sempre cercato di fare, nonostante, come ripeto, amministrazioni “amiche” si siano poi rivelate affatto amiche, e nonostante il tardivo risveglio di qualche voce “d’opposizione”, che si accorge solo ora di quanto stia per perdere con quest’appalto una larga fetta di “cari amici” padroni cooperatori.

Enrico Pellegrini
R.S.A. Musei Civici Veneziani
Direttivo FILCAMS CGIL VENEZIA